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Aloe Arborescens

LA PIANTA

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CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Dominio: Eukaryota
Regno: Plantae
Divisione:Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Ordine: Liliales
Famiglia: Aloaceae
Genere: Aloe
Specie: A. Arborescens

L’Aloe arborescens è una pianta succulenta della famiglia delle Aloacee, usata sia come pianta ornamentale nei giardini rocciosi, sia come pianta medicinale con forti poteri disintossicanti. È una pianta perenne, alta sino a 4 m molto ramificata, in natura si espande in grandi cespugli con grandi infiorescenze. Le foglie sono lunghe fino a 50 cm con dentellature spinose sporgenti di circa 5 millimetri.È una pianta autosterile: si riproduce perciò solo con l’impollinazione incrociata, in quanto i fiori maschili e quelli femminili della stessa pianta non si incrociano tra loro. La moltiplicazione dell’Aloe avviene o per seme o per divisione dei polloni basali.L’A. arborescens, originaria di Capo di Buona Speranza, ha le foglie disposte a rosetta in modo sparso con i margini dentati. Fiorisce nella tarda primavera e produce fiori di colore rosso disposti in grappoli molto densi sulle ramificazioni dello stelo fiorale. Al contrario della vera, il fusto in questa specie è ben visibile. Esistono numerosissime varietà tra le quali ricordiamo: la varietà natalensis che fiorisce a metà dicembre con dei fiori di uno splendido colore rosso scuro e la varietà ucriae che fiorisce in gennaio – febbraio con fiori di colore rosso vivo.

COLTIVAZIONE

Nelle nostre zone la varietà Arborescens, si trova coltivata ed inselvatichita in Sicilia, Sardegna, Malta, Ischia ed Elba e sulle rupi prossime al mare della Calabria ed è tipica dei giardini della Riviera. Le piante di Aloe tollerano spesso il freddo ma non l’umidità, il terreno dove alloggiano deve essere ben drenato ed in inverno non vanno annaffiate. Le foglie se bagnate devono asciugare in fretta ed è bene non bagnare il cuore della rosetta, perché tende facilmente a marcire. Il terreno deve essere sabbioso ma ricco, contrariamente a quanto si crede, le piante di aloe crescono bene in terreni molto fertili e la mancanza di nutrimento, assieme al cattivo drenaggio sono spesso le cause di insuccesso della loro coltivazione. Le piante si moltiplicano per lo più separando i polloni basali o con talee estive dei germogli laterali del fusto. Vanno messe in sabbia umida, dopo averle lasciate cicatrizzare ed asciugare per 2-3 giorni, si possono anche riprodurre per seme, ma è una via molto lunga e poco usata.

COMPOSIZIONE CHIMICA DELL’ALOE ARBORESCENS

Il grande entusiasmo che da secoli ha caratterizzato l’uso dell’Aloe per motivazioni alimentari, salutistiche, cosmetiche e fitoterapiche ha dato luogo ad una larga diffusione di questa pianta officinale nella medicina popolare. Solo dagli anni ’40 è iniziata un’intensa attività di ricerca analitica, che ha permesso di stabilire quali-quantitativamente le diverse proprietà molecolari e le caratteristiche chimico-fisiche e biochimico-nutrizionali dell’Aloe. Recenti ricerche hanno permesso di arricchire le conoscenze sulla composizione chimica dell’Aloe; i risultati indicano che l’A. Arborescens è costituita da un ampio ventaglio di composti, che possono essere compresi in tre grandi gruppi:
• I Carboidrati, tra i quali spiccano i polisaccaridi mannani (acemannani);
• Gli Antrachinoni e le sostanze fenoliche presenti sulla cuticola della foglia, ad azione lassativa e depurativa, ma anche antiinfiammatoria, analgesica ed antimicrobica;
• Le molecole di importanza nutrizionale e funzionale, come sali minerali, vitamine, aminoacidi, sali organici, lipidi ed enzimi.

La composizione percentuale media in componenti chimici naturali della pianta di Aloe Arborescens,per 100 g di sostanza secca, presenta un valore di circa 7% di proteine, 2% di lipidi, 22% di ceneri, 70% di carboidrati, ed infineuna percentuale quantitativamente non rilevante, ma biologicamente importante, costituita da vitamine, aminoacidi liberi e tutte le altre molecole organiche naturali che rappresentano una parte dei veri principi attivi, biologicamente efficaci e caratteristici della specie Aloe.

ANALISI DEI COMPONENTI

ANTRACHINONI

Gli Antrachinoni sono dei composti fenolici che generano un’azione lassativa, antimicrobica e favoriscono l’assorbimento delle sostanze nel tratto intestinale.
L’attenzione è puntata in particolare sull’ALOINA che è contenuta sotto la scorza della foglia. Ci sono studi che hanno evidenziato una inibizione della crescita delle cellule tumorali con un’elevata dose di Aloina purificata ed estratta da A. Arborescens, dovuta all’aumento dell’attività delle cellule NK (Natural Killer).
L’Aloina esplica anche un’azione antinfiammatoria riscontrata nei casi di artrite.
E’ più facilmente biodisponibile nel preparato di “Padre Romano Zago” che utilizza la foglia intera di Aloe Arborescens.

ZUCCHERI

La componente di zuccheri contenuta nell’Aloe ha le seguenti proprietà:
• Anti – invecchiamento: l’Aloe interviene sulle cellule responsabili della produzione di collagene, che rende la pelle soda ed elastica. Si ha quindi un sensibile effetto anti-age. E’ adatta anche al trattamento di pelli secche.
• Rigenerante: favorisce la rigenerazione delle cellule per tutti i tipi di ferite, oltre che intervenire sulle infezioni come antibiotico ed antibatterico.
• Antinfiammatorio: può ridurre gonfiore e dolore specialmente in caso di punture di insetto, scottature solari, piccole ustioni ed acne.
Un tipo di zucchero molto importante contenuto nell’Aloe è quello denominato Acemannano.
L’Acemannano è un potente stimolatore di macrofagi, che sono i nostri globuli bianchi che distruggono batteri, virus, tossine, ecc., quindi ha un grosso effetto sulla stimolazione del Sistema Immunitario. Inoltre, importanti studi confermano che questo zucchero agisce positivamente contro il virus HIV anche in persone sottoposte a trattamento con AZT. Se ne deduce che l’Acemannano ha una potente attività antivirale , oltreché antinfiammatoria ed antitumorale
Altri studi confermano che l’Acemannano agisce positivamente anche in casi di diabete, colesterolo alto, angina, malattie cardiache ed arteriosclerosi.

AMINOACIDI

L’Aloe Arborescens contiene 20 aminoacidi essenziali per l’uomo. Di questi ce ne sono 4 che hanno quantità maggiori rispetto all’Aloe Vera (Triptofano, Fenilalanina, Serina, Istidina) e sono proprio questi quattro che danno maggiori proprietà antinfiammatorie ed analgesiche all’Aloe Arborescens.

VITAMINE

Vitamina A, Vitamina C e Vitamina E sono degli antiossidanti e proteggono le cellule dai radicali liberi, i quali ne alterano i processi metabolici e provocano danni all’interno della strutture del DNA.
Vitamina B12 indispensabile in caso di alimentazione vegetariana e vegan, è un importante fattore antianemico ed interviene nel mantenere l’integrità del sistema nervoso. La B12 così come le Vitamine A,C ed E è capace di aumentare la resistenza alle infezioni.
Colina, altra vitamina essenziale per il fegato dove evita l’accumulo dei grassi.
Acido Folico, chiamato anche vitamina antianemica perché interviene nella formazione dei globuli rossi e nei processi di sintesi del DNA.

MINERALI

I minerali contenuti nell’Aloe Arborescens sono:
Calcio: minerale essenziale per le ossa, tenendo anche conto del fatto che il Calcio di derivazione vegetale è molto più biodisponibile rispetto a quello animale come latte e derivati. Ottime funzioni cardiache e muscolari.
Magnesio: ripara e protegge le cellule dall’attacco dei radicali liberi. E’ un minerale fondamentale per tutti i processi biochimici.
Sodio: interviene nel mantenimento delle funzioni del sistema nervoso e delle funzioni cardiache.
Potassio: è indispensabile per il normale accrescimento, per la funzionalità muscolare e per il mantenimento di un giusto pH nei liquidi corporei. La sua presenza nei globuli rossi è necessaria per il trasporto dell’anidride carbonica fino ai polmoni. Attiva anche alcuni enzimi indispensabili per il metabolismo degli zuccheri. Cromo: è un minerale che regola i livelli di zucchero presenti nel sangue, favorendo la produzione di insulina. Ferro: è importante per le sue funzioni antianemiche e per aumentare l’energia dell’organismo. Manganese: è necessario per lo sviluppo delle ossa, per le funzioni riproduttive e per il normale funzionamento del cervello. Zinco: minerale coinvolto on oltre 200 attività enzimatiche. Attività antiossidante e mantenimento della funzionalità delle membrane cellulari.

ACIDO ACETILSALICILICO

L’Aloe Arborescens contiene anche Acido Acetilsalicilico, noto per le sue molteplici attività, dall’azione fortemente antinfiammatoria all’azione protettiva del muscolo cardiaco e del sistema vascolare.

LE PROPRIETA’

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CARATTERISTICHE BIOLOGICHE E FITOTERAPICHE DELL’ALOE ARBORESCENS

E’ proprio alla caratterizzazione della composizione dell’Aloe che si devono le attuali conoscenze scientifiche sulle sue innumerevoli proprietà che permettono l’uso di questa pianta officinale per una vasta gamma di piccole e grandi patologie.
L’incredibile versatilità di impiego a fine salutistico e fitoterapico dell’Aloe trova documentati riscontri medico-scientifici attraverso sperimentazioni su animali e ricerche cliniche controllate, pubblicate su importanti riviste internazionali in campo biomedico.
Una scuola di pensiero supportata da studi effettuati soprattutto da ricercatori statunitensi e sudamericani sostiene che le proprietà fitoterapiche di questa specie di Aloe possono essere riferite esclusivamente alle molecole polisaccaridiche di acemannano; più verosimile appare l’affermazione che gli effetti positivi evocati nell’organismo dipendano dalla sinergia di tutti i componenti della pianta. E’ quindi importante considerare che è l’Aloe nell’interezza delle sue parti botaniche, della sua composizione biochimica e delle sue caratteristiche biologiche a determinare un variegato ventaglio di proprietà fitoterapiche.

• PROPRIETA’ ANTOSSIDANTI. Le proprietà antiossidanti appartengono a tutte quelle molecole in grado di neutralizzare i numerosi tipi di radicali liberi dell’azoto e dell’ossigeno e le specie reattive dell’ossigeno, responsabili di alterazioni e distruzione di molecole e strutture subcellulari, che causano insorgenza di processi di invecchiamento e situazioni precancerose. Le molecole antiossidanti presenti nell’Aloe Arborescens comprendono manganese e rame, vit. B2, C ed E e le molecole Antrachinoniche e fenoliche.

• PROPRIETA’ ANTINVECCHIAMENTO. L’Aloe Arborescens presenta un vero e proprio effetto di ringiovanimento dell’aspetto dell’individuo svolgendo due azioni peculiari: aumenta di 6-8 volte la produzione e lo sviluppo di fibroblasti, stimola i fibroblasti ad una maggiore produzione di collagene. La sinergia di questi effetti tende a ringiovanire la pelle, riorganizzando le normali strutture dell’apparato tegumentale e riducendo le rughe.

• PROPRIETA’ ANTIBATTERICHE, ANTIMICOTICHE E ANTIVIRALI. La capacità dell’Aloe Arborescens di contrastare lo sviluppo di batteri e funghi è conferita dalla presenza di due acidi organici (ac. Cinnamico ed ac. Crisofanico) che svolgono attività citotossica sulla parete della cellula patogena, dovuta alla componente antrachinonica della molecola. La proprietà antibatterica è invece svolta dai glicosidi a struttura antrachinonica (ac. Aloetico ed Aloine) con il contributo dell’acemannano e dell’enzima bradichinasi. L’azione sinegica di tutti questi fattori coinvolge anche il sistema immunitario con attivazione di macrofagi e produzione di interleuchine.

• PROPRIETA’ ANTINFIAMMATORIA ED ANALGESICA. L’azione calmante e lenitiva svolta richiama quella di farmaci antinfiammatori di sintesi, escludendo gli effetti collaterali tipici di questi ultimi, ed è ad opera di Camposterolo, Beta-sitosterolo e Luteolo, che agiscono producendo inibizione degli effetti delle Prostaglandine. Il controllo del processo infiammatorio è dovuto all’acemannano che attiva i fagociti e alla bradichinasi che degrada Bradichinina e Interleuchine. Infine la presenza di Ac. Acetilsalicilico e Ac. Cinnamico assicura un’azione analgesica e lenitiva.

• PROPRIETA’ CICATRIZZANTI. L’Aloe partecipa al processo di cicatrizzazione delle ferite attraverso due componenti: quella ad alto peso molecolare degli acemannani e quella a basso peso molecolare degli antrachinoni, dei triterpeni e delle saponine. Gli acemannani stimolano l’attività dei macrofagi con produzione di segnali chimici che incidono sulla proliferazione cellulare dei fibroblasti coinvolti nelle fasi terminali della rimarginazione delle ferite. Essi, inoltre, sono coinvolti nell’inibizione dello sviluppo di vari microrganismi nella ferita.

• PROPRIETA’ IMMUNOMODULATRICE. Nell’A. Arborescens questo tipo di attività è svolta dagli acemannani che stimolano attivamente la risposta dei linfociti, generando una stimolazione della produzione delle cellule T e dell’attività dei macrofagi, con produzione di interleuchine a forte attività immunogena. Il potenziamento del sistema immunitario è, inoltre, accentuato dalla presenza di glicoproteine come l’Aloctina A e B, che svolgono un ruolo determinante nell’inibizione della crescita del fibrosarcoma e di altri tipi di cellule tumorali.

• PROPRIETA’ IPOGLICEMIZZANTI. In questa pianta officinale sono presenti due frazioni di acemannano (Erborano A e B) che determinano un significativo abbassamento della glicemia a digiuno ed, inoltre, risolvono le ulcerazioni cutanee associate alla sindrome diabetica.

• PROPRIETA’ ANTITUMORALI. Numerosi risultati ottenuti con l’uso di Aloe nella medicina popolare, riportati in pubblicazioni divulgative o scaturiti da osservazioni cliniche pubblicate su riviste di importanza internazionale, hanno dimostrato su basi scientifiche, la potenzialità terapeutica antitumorale di questa pianta. Un’estesa bibliografia sta dimostrando l’effetto antitumorale di vari componenti attivi dell’Aloe su cellule precancerose e cancerose in vitro e su vere e proprie condizioni di neoplasie in animali da esperimento, uomo e animali domestici. Questa azione appare legata alle proprietà immunostimolanti dell’acemannano e delle glicoproteine, alle proprietà antivirali e citotossiche degli antrachinoni e a quelle antiossidanti dei fenoli e di alcune vitamine.

I BENEFICI

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EFFETTI SALUTISTICI CITATI IN LETTERATURA SCIENTIFICA

In diversi studi sperimenali scientifici sono stati messi in evidenza i vari aspetti benefici del’aloe: disintossicante naturale, efficace stimolatore e regolatore del sistema imunitario, antinfiamatorio, analgesico, antisettico, stimolante della rigenerazione tissutale, cicatrizzante, antiossidante, antinvecchiamento rendendola un potente rimedio per numerose patologie anche severe.

APPARATO DIGERENTE

A livello della bocca l’Aloe, usata sotto forma di colluttorio o anche direttamente come gel, protegge le mucose con la sua azione riepitelizzante antinfiammatoria antimicotica e antimicrobica.

A livello dello stomaco protegge la mucosa dall’acidità delle secrezioni gastriche, cicatrizza le lesioni gastriche e duodenali, inibisce lo sviluppo di Helicobacter Pilori, ha un azione antinfiammatoria con effetto lenitivo delle gastriti e delle esofagiti grazie a un’inibizione della produzione di acido cloridrico, ad un’azione cicatrizzante e antinfiammatoria.

A livello dell’intestino combatte la pigrizia intestinale aumentando la peristalsi intestinale grazie alla frazione di mucillagini ed emicellulosa, coliti diverticoliti, e patologie a carico dell’intestino tenue per l’azione antinfiammatoria e lenitiva, la diarrea per le componenti nutrizionali antibatteriche, antisettiche e l’insediamneto di una flora batterica pericolosa.

L’azione svolta dalla componente antrachinonica sostenuta anche dall’effetto immunostimolatorio dell’acemanno, detemina una efficace disintossicazione dell’organismo mantenendo efficiente la funzionalità dell’intero sistema digerente.

APPARATO TEGUMENTARIO

Un’altra efficace azione fitoterapica svolta dall’Aloe è quella esercitata su affezioni e patologie che colpiscono la pelle. I preparati cosmetici a base di Aloe Arborescens, applicati localmente, detergono, rinfrescano, tonificano e rigenerano la pelle anche attraverso un corretto apporto vitaminico; inoltre, stimolando l’irrorazione sanguigna, garantiscono una migliore ossigenazione ed una più efficace eliminazione delle tossine locali. Le eccezionali proprietà cicatrizzanti dell’Aloe Arborescens possono essere utilizzate per favorire ed accelerare i processi di rimarginazione delle ferite, di scottature solari, di ustioni da calore e da radiazioni, di piaghe da decubito, di ragadi e smagliature.

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

A livello del sangue, oltre a favorire una efficace depurazione con eliminazione di tossine, i componenti attivi determinano anche un miglioramento del processo di eritropoiesi; la composizione dell’A. È utile per svolgere un’efficace prevenzione e miglioramento del dismetabolismo lipidico, favorendo un rapporto ottimale HDL/LDL e contrastando pericolose deposizioni di materiale lipidico a livello delle arterie.L’utilizzo di gel di Aloe puro per uso topico o per somministrazione orale permette di combattere efficacemente anche casi di vene varicose.

SISTEMA IMMUNITARIO

La proprietà immunostimolatoria ed immunomodulatoria dei mucopolisaccaridi (acemannani) rende questa pianta officinale protagonista del miglioramento di numerose affezioni correlate ad una diminuzione del sistema immunitari. L’uso di A. dà risultati spesso risolutivi in caso di:

Artrite reumatoide:caratterizzata da fenomeni infiammatori severi, che colpiscono le articolazioni;

Candida vaginale: il fastidioso prurito che si genera è controllato dall’uso topico di preparati a base di A. Arborescens;

Herpes, indotta da un’infezione virale molto diffusa;

Indebolimento fisico da trattamento chemioterapico: Le potenzialità biologiche trovano adeguato impiego nel delicato campo della chemioterapia utilizzata nella cura dei tumori. Il miglioramento delle difese dell’organismo determina un migliore recupero dalla prostrazione fisica ed anche psicologica del trattamento chemioterapico della neoplasia, permettendo anche di sopportarne meglio gli effetti collaterali.

Psoriasi: grave manifestazione cutanea cronica della psoriasi che può essere adeguatamente controllata e spesso risolta con un uso costante topico del gel di Aloe puro.

APPARATO RESPIRATORIO

Il ricorso a questa pianta officinale è efficace in caso di:

Laringiti e bronchiti. Inalando il succo puro di A. Arborescens vaporizzato si risolvono le affezioni che colpiscono la parte superiore delle vie aeree. Questo risultato si raggiunge attraverso l’azione dell’acemannano che attiva le difese immunitarie richiamando macrofagi e linfociti nei siti d’infezione; l’effetto è sostenuto anche dall’azione antiflogistica e lenitiva degli steroli vegetali.

Riniti e tonsilliti. Rimedio per questi fastidiosi stati patologici risultano essere gli antrachinoni con la loro azione germicida e i mucopolisaccaridi con l’azione lenitiva e cicatrizzante.

INFORMAZIONI GENERALI

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L’Aloe Arborescens nella storia

La pianta dell’aloe è sempre stata conosciuta per le sue eccezionali qualità terapeutiche. Uno dei primi esempi di uso farmacologico dell’aloe è riportato inciso su una tavoletta di argilla sumerica che risale al 2100 a.C.ma esistono raffigurazioni di tale pianta sui muri dei templi dell’antico Egitto che risalgono al 4000 a.C.

Intorno al 600 a.C. l’aloe raggiunse la Persia e l’India introdotta dai mercati arabi, all’epoca la adoperavano sia per uso interno sia esterno, tutt’oggi le tribù beduine e i guerrieri Tuareg del Sahara conoscono questa pianta come “giglio del deserto”.
Tuttavia, per il primo reale riferimento all’uso dell’aloe, dobbiamo affidarci all’Erbario Greco di Dioscoride (41-68 d.C.).Questo medico greco sviluppò la propria abilità e le proprie conoscenze al seguito dell’esercito romano di quel tempo, egli scrisse ciò che probabilmente è la prima descrizione dettagliata dell’aloe. Nel medio Evo e nel Rinascimento l’uso dell’aloe medicinale si diffuse in tutto il mondo soprattutto nelle regioni settentrionali d’Europa, ma poiché essa prosperava solo in climi molto caldi, non venne apprezzata dai popoli nord-europei, sebbene crescesse in abbondanza in Spagna, Portogallo ed Italia, dove era tenuta in grande considerazione.
Le conoscenze sulla “pianta miracolosa” sono state tramandate di generazione in generazione e dove essa cresceva spontaneamente, veniva venerata per le sue proprietà medicinali e per i suoi apparentemente poteri magici di guarigioni.
L’aloe è stata conosciuta attraverso i millenni ed è passata alla storia nelle culture e civiltà più diverse come pianta del mito e della magia, servendo anche come pianta medicinale, ma senza un appoggio scientifico.
Solo nel 1851 la sostanza viscosa dell’aloe, è stata cristallizzata e identificata come aloina.
Per quanto s’intuissero le sue proprietà curative, in fondo la pianta conservava connotazioni folcloristiche o mistiche.
Nel 1938 Chopia e Gosh hanno identificato i principali componenti della pianta: emodina, aloina, acido crisofanico, resina, gomma e tracce di acido volatile e non volatile. Un’importante collaborazione.
Ma è stato soltanto nel 1941 grazie agli sforzi del prof. D. Rowe, che l’aloe ha avuto la sua prima descrizione dettagliata.
L’idea che fosse una “MEDICINA MAGICA” può derivare dall’azione enzimatica del gel che aiuta la formazione di nuove cellule sane, grazie alla sua penetrazione nei tessuti.
Uno dei casi più eclatanti del secolo scorso riguarda un’equipe di medici americani che constatarono la veloce ripresa in soggetti sopravvissuti ma colpiti dalle radiazioni di Hiroshima e Nagasaki che avevano le bruciature curate con aloe; i medici constatarono con stupore l’incredibile velocità del processo rigenerativo e della riduzione del dolore e delle cicatrici che sembravano incurabili.
I ricercatori dell’energia atomica degli Stati Uniti hanno riconosciuto che l’Aloe è “eccezionalmente curativa” nel trattamento delle bruciature da radiazioni (che sono considerate le più potenti fra le bruciature in genere); mentre i ricercatori del centro ustioni dell’Università di Chicago hanno riconosciuto le proprietà dell’aloe come antinevralgico antibiotico e stimolante cellulare. L’Aloe Arborescens è industrialmente meno impiegata dell’Aloe Barbadensis (Aloe Vera) in quanto più costosa ma con proprietà di molto superiori a quest’ultima.

LA RICETTA DI PADRE ROMANO ZAGO

Questa ricetta è frutto di un’esperienza più che decennale, si compone dei seguenti ingredienti:

• 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens, pari a 3-10 foglie, a seconda della lunghezza,
• 500 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori),
• 40 ml di grappa, pari a due cucchiai da minestra (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori).

Con queste quantità si prepara un vaso da 350 grammi di preparato, ma è preferibile usare delle quantità minori al fine di preparare barattoli più piccoli (ad es. da 120 gr.), mantenendo comunque le proporzioni. In questo caso si ottiene il vantaggio di avere un preparato sempre fresco e perciò più efficiente. Pertanto la ricetta con un terzo della dose risulta essere la seguente:

• 120 grammi di foglie di Aloe Arborescens, pari a 1-4 foglie a seconda della lunghezza,
• 150 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori),
• 1 cucchiaio di grappa.

Il miele ha due funzioni, la prima è di rendere la crema più dolce, poiché l’aloe è amarissima (aloe in arabo vuol dire appunto “amaro”) e la seconda è di veicolare meglio il preparato all’interno dell’organismo, se si hanno problemi di glicemia si possono ridurre le dosi a piacere.
La grappa contenendo l’alcool è un vasodilatatore ed ha la funzione di favorire la distribuzione e l’assorbimento dei principi attivi nel sangue. Si consiglia di usare quella distillata pura, ossia fatta con un solo tipo di uva (“monovitigno” nell’etichetta) piuttosto che la “vinaccia”, preparata con diversi tipi di uva.
Se si hanno problemi ad assumere il miele o la grappa, si possono ridurre. Chi ha il diabete NON deve prendere il miele, ma può sostituirlo, con la frutta tipo pera o banana matura (mai dolcificanti!).
Va notato che i prodotti commerciali già pronti sono inutili, poiché sono spesso a base di aloe vera e non arborescens, inoltre spesso contengono solo il gel filtrato e non i principi attivi delle foglie, infine contengono conservanti e nessuna garanzia che la preparazione sia stata svolta interamente al buio.

Come preparare l’aloe per la cura

Le foglie devono essere tagliate di notte con la minore luce possibile, questo perchè il gel della pianta, quando esposto alla luce solare o artificiale, perde immediatamente la sua efficia.
In una stanza semibuia tagliare a pezzi le foglie e metterle in un frullatore assieme al miele ed alla grappa. Quando si è ottenuta una crema verde semi-liquida, si mette in un barattolo opaco in cui non possa entrare la luce e si mette nel frigorifero (non in freezer). E’ molto importante che il barattolo venga conservato in frigorifero poiché i principi attivi si inattivano in poche ore alla temperatura ambiente.

Come assumere il preparato

Il dosaggio va personalizzato, mediamente se ne assumono 2 cucchiai per 3 volte al giorno. Il preparato non deve essere esposto alla luce neppure mentre lo si ingerisce. Prima di assumere il preparato occorre rimescolare bene, poiché il preparato tende a concentrarsi sul fondo del barattolo.
Il preparato va assunto a stomaco vuoto per migliorare al massimo l’assorbimento dei principi attivi. Non bisogna mangiare o bere per almeno un’ora dopo averlo ingerito.

Per quanto tempo continuare la cura

La cura va continuata fino a terminare il barattolo (da 350 grammi oppure i 3 barattoli da 120 gr.), dopodichè si fa qualche giorno (non più di 3 giorni) di pausa per massimizzare l’efficacia, poi si riprende con un altro barattolo (da 350 grammi, oppure altri 3 barattoli da 120 gr.) e così via per un nuovo ciclo, fino alla scomparsa completa della malattia, accertata, ovviamente, mediante esami clinici.
Si deve continuare a prendere l’aloe per 6 mesi dall’ultimo esame negativo. Lo sviluppo della malattia in genere viene bloccato entro i primi due barattoli (40 giorni) o al massimo con il terzo (2 mesi). Entro 2-3 mesi si deve osservare il regredire e successivamente la scomparsa della malattia.
Nei primi giorni di cura si possono osservare sintomi di malessere, come vomito o diarrea, ecc. Si tratta di una reazione normale, significa infatti che l’organismo ha iniziato a disintossicarsi. Se non si osservano sintomi non vi è nulla per cui preoccuparsi.

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